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Visite turistiche

Prendono il nome da Beatrice Cenci, nobildonna romana segregata alla fine del XVI. La grotta di Beatrice Cenci, già nota da tempi remoti, fu esplorata e descritta, nel 1892 dall'architetto e storico romano Carlo Ignazio Gavini che insieme all'escursionista Giovanni Voltan esplorò per primo la cavità carsica. La prima escursione fu organizzata l'11 maggio 1905 da Guido Cora fondatore l'anno prima del Circolo Speleologico Romano. All'imbocco e all'interno della cavità, in un settore di circa 300 metri quadrati, sono stati effettuati dei ritrovamenti di frammenti di ex voto di epoca italica e romana, di elementi ceramici appartenenti al Neolitico e di altri reperti zoo-archeologici risalenti all'età del bronzo. La più angusta cavità dell'Ovìdo (Ovìto), anch'essa già nota, venne esplorata per la prima volta tra il 1924 e 1926 e, dopo la seconda guerra mondiale, alla fine degli anni Cinquanta, così come riportò durante la riorganizzazione dei catasti delle grotte laziali, abruzzesi e molisane il geologo e paleontologo Aldo Giacomo
Grotta Beatrice Cenci
Prendono il nome da Beatrice Cenci, nobildonna romana segregata alla fine del XVI. La grotta di Beatrice Cenci, già nota da tempi remoti, fu esplorata e descritta, nel 1892 dall'architetto e storico romano Carlo Ignazio Gavini che insieme all'escursionista Giovanni Voltan esplorò per primo la cavità carsica. La prima escursione fu organizzata l'11 maggio 1905 da Guido Cora fondatore l'anno prima del Circolo Speleologico Romano. All'imbocco e all'interno della cavità, in un settore di circa 300 metri quadrati, sono stati effettuati dei ritrovamenti di frammenti di ex voto di epoca italica e romana, di elementi ceramici appartenenti al Neolitico e di altri reperti zoo-archeologici risalenti all'età del bronzo. La più angusta cavità dell'Ovìdo (Ovìto), anch'essa già nota, venne esplorata per la prima volta tra il 1924 e 1926 e, dopo la seconda guerra mondiale, alla fine degli anni Cinquanta, così come riportò durante la riorganizzazione dei catasti delle grotte laziali, abruzzesi e molisane il geologo e paleontologo Aldo Giacomo
Per gli amanti delle escursione, immersi nella faggeta più grande d'Europa, è possibile ammirare panorami stupendi.
Camporotondo
Per gli amanti delle escursione, immersi nella faggeta più grande d'Europa, è possibile ammirare panorami stupendi.
Il toponimo significa “taglio nella roccia” – dal latino talus (taglio) e cotium (roccia) – e starebbe ad indicare la fenditura che divide il monte e nella quale si è sviluppato l’insediamento urbano. Uno dei borghi più belli d'Italia, ricco di storia e cultura.
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Tagliacozzo
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Il toponimo significa “taglio nella roccia” – dal latino talus (taglio) e cotium (roccia) – e starebbe ad indicare la fenditura che divide il monte e nella quale si è sviluppato l’insediamento urbano. Uno dei borghi più belli d'Italia, ricco di storia e cultura.
Raggiungibile da Camporotondo, passando per boschi e vallate di rara bellezza, Il Santuario della Santissima Trinità è un piccolo santuario  della chiesa cattolica dedicato alla Trinità, situato nel territorio del comune di Vallepietra (RM), al confine del Lazio con l'Abruzzo, in un territorio montano a quota 1337 mt. Si trova al di sotto di una grande rupe rocciosa a strapiombo del gruppo montuoso  del monte Autore(a 1885 metri s.l.m.)
Shrine of the Most Holy Trinity
Raggiungibile da Camporotondo, passando per boschi e vallate di rara bellezza, Il Santuario della Santissima Trinità è un piccolo santuario  della chiesa cattolica dedicato alla Trinità, situato nel territorio del comune di Vallepietra (RM), al confine del Lazio con l'Abruzzo, in un territorio montano a quota 1337 mt. Si trova al di sotto di una grande rupe rocciosa a strapiombo del gruppo montuoso  del monte Autore(a 1885 metri s.l.m.)
Il parco geologico si caratterizza per il percorso archeologico, storico e naturalistico, che si snoda lungo il "sentiero dei muli", con presenza di ruderi di architetture medievali come i canali artificiali, il ponte, i mulini ad acqua e gli orti terrazzati. L'area di valle delle Mole conduce alla gola dell'Imele e alle risorgive di Capacqua. In questo territorio l'acqua, che discende a tratti impetuosa dalle numerose rapide e cascatelle, veniva utilizzata in passato nei mulini per ottenere la farina dai grani antichi locali come il grano Solina. La risorsa idrica in seguito fu utilizzata anche per produrre l'energia elettrica. Oltre al sentiero storico è presente un "percorso Vita" ristrutturato nel 2015 e attrezzato per svolgere l'attività sportiva
Fiume Imele
Il parco geologico si caratterizza per il percorso archeologico, storico e naturalistico, che si snoda lungo il "sentiero dei muli", con presenza di ruderi di architetture medievali come i canali artificiali, il ponte, i mulini ad acqua e gli orti terrazzati. L'area di valle delle Mole conduce alla gola dell'Imele e alle risorgive di Capacqua. In questo territorio l'acqua, che discende a tratti impetuosa dalle numerose rapide e cascatelle, veniva utilizzata in passato nei mulini per ottenere la farina dai grani antichi locali come il grano Solina. La risorsa idrica in seguito fu utilizzata anche per produrre l'energia elettrica. Oltre al sentiero storico è presente un "percorso Vita" ristrutturato nel 2015 e attrezzato per svolgere l'attività sportiva
Nasce presso Cappadocia alle falde del monte Camiciola (m.1701)
Fiume Liri
Nasce presso Cappadocia alle falde del monte Camiciola (m.1701)
Per gli amanti della pesca sportiva
Lago Valli Verdi
Per gli amanti della pesca sportiva
Per gli amanti della natura,offre luoghi e panorami stupendi
Marsia
Per gli amanti della natura,offre luoghi e panorami stupendi
Opera idraulica di epoca romana, costituita da un lungo canale sotterraneo, sei cunicoli e trentadue pozzi, che l'imperatore Claudio  fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare il lago Fucino con lo scopo di salvaguardare i paesi marsicani  dalle inondazioni o dalle malsane secche e rendere i terreni emersi coltivabili. Dal versante di Avezzano buona parte delle acque lacustri defluì, attraverso l'emissario ipogeo  del monte Salviano, nel fiume Liri dallo sbocco di Capistrello. Il canale sotterraneo rappresenta la più lunga galleria realizzata dai tempi antichi fino all'inaugurazione del traforo ferroviario del Frejus avvenuta nel 1871.
Tunnels of Claudius
Opera idraulica di epoca romana, costituita da un lungo canale sotterraneo, sei cunicoli e trentadue pozzi, che l'imperatore Claudio  fece costruire tra il 41 e il 52 d.C. per prosciugare il lago Fucino con lo scopo di salvaguardare i paesi marsicani  dalle inondazioni o dalle malsane secche e rendere i terreni emersi coltivabili. Dal versante di Avezzano buona parte delle acque lacustri defluì, attraverso l'emissario ipogeo  del monte Salviano, nel fiume Liri dallo sbocco di Capistrello. Il canale sotterraneo rappresenta la più lunga galleria realizzata dai tempi antichi fino all'inaugurazione del traforo ferroviario del Frejus avvenuta nel 1871.
Il parco naturale regionale Sirente-Velino è un'area naturale protetta, istituita nel 1989 Il nome Velino deriva dall'antica lingua marsa: vel sta per distesa d'acqua, di cui si ha una ricca presenza nella zona, anche grazie alle formazioni di derivazione glaciale  presenti nella zona. Le vie d'accesso più comode sono dai comuni di Rocca di Cambio, Celano, Massa d'Albe e Secinaro.
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Sirente-Velino Regional Park
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Il parco naturale regionale Sirente-Velino è un'area naturale protetta, istituita nel 1989 Il nome Velino deriva dall'antica lingua marsa: vel sta per distesa d'acqua, di cui si ha una ricca presenza nella zona, anche grazie alle formazioni di derivazione glaciale  presenti nella zona. Le vie d'accesso più comode sono dai comuni di Rocca di Cambio, Celano, Massa d'Albe e Secinaro.
La riserva naturale regionale Grotte di Luppa è un'area naturale protetta  situata nel comune di Sante Marie. Nel bosco di Luppa, a nord del monte Guardia d'Orlando, si apre a circa 1315 mt s.l.m. l'inghiottitoio di Luppa, una grotta attraversata da un torrente sotterraneo e circondata da una vegetazione ubertosa, immerso tra i castagneti di cui è ricco il territorio dei monti Carseolani.
Grotte di Luppa
La riserva naturale regionale Grotte di Luppa è un'area naturale protetta  situata nel comune di Sante Marie. Nel bosco di Luppa, a nord del monte Guardia d'Orlando, si apre a circa 1315 mt s.l.m. l'inghiottitoio di Luppa, una grotta attraversata da un torrente sotterraneo e circondata da una vegetazione ubertosa, immerso tra i castagneti di cui è ricco il territorio dei monti Carseolani.